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CPB e associazioni notarili: per i Notai non valgono le cause di esclusione

1 Luglio 2026 in Notizie Fiscali

Con lo Studio 23-2026 il Notariato affronta le novità introdotte nel concordato preventivo biennale dal decreto correttivo del 2025. 

I Notai si sono soffermati sulla peculiarità delle associazioni notarili che svolgono specifici servizi che non dovrebbero essere incluse nelle nuove cause di esclusione dal CPB previste dal correttivo 2025, vediamo i dettagli.

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CPB e associazioni notarili: per i Notai non valgono le cause di esclusione

Lo studio dei Notai ricorda innanzitutto che il CPB introdotto dal Dlgs 13/2024 è uno strumento di compliance finalizzato a favorire l’adempimento spontaneo degli obblighi fiscali. 

Il Fisco, attraverso una proposta, concede al contribuente di concordare preventivamente il reddito imponibile per un biennio, ottenendo certezza sul carico fiscale, benefici in materia di accertamenti e l’applicazione a certe condizioni di una tassazione agevolata sul reddito incrementale.

In proposito il Dlgs 81/2025 correttivo della misura, ha introdotto due nuove cause di esclusione destinate a contrastare possibili fenomeni elusivi. 

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Si sottolinea come le nuove disposizioni riguardino i professionisti che esercitano l’attività sia individualmente sia attraverso un’associazione professionale o una società tra professionisti. 

La novità prevede che il professionista possa aderire al concordato solo se aderisce anche l’associazione cui appartiene.

Di rimando, l’associazione può accedere al Cpb solo se tutti gli associati che esercitano anche attività individuale di lavoro autonomo aderiscono al concordato, fatte salve cause esclusione, come per i forfettari. 

Con lo studio, il Notariato evidenzia il perimetro delle associazioni notarili costituite solo per la gestione delle esecuzioni immobiliari o del servizio centralizzato di levata dei protesti. 

Tali realtà presentano caratteristiche particolari che le distinguono dalle ordinarie associazioni professionali in quanto l’attività è limitata per statuto a degli specifici servizi e non coincide con l’intera attività notarile esercitata individualmente rendendo così non possibile un travaso di redditi tra il singolo notaio e l’associazione. 

Si auspica pertanto che le Entrate adottino un’interpretazione conforme alla finalità della norma e non meramente letterale, escludendo dalle nuove cause di blocco del Cpb le associazioni notarili monoattività dove il rischio di comportamenti elusivi è concretamente inesistente.

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