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Nuova CIVIS: seconda richiesta se la prima è respinta

13 Maggio 2026 in Notizie Fiscali

C’è una novità destinata a interessare migliaia di contribuenti e professionisti: il servizio CIVIS dell’Agenzia delle Entrate diventa più “dialogante”.

Da oggi, infatti, dopo una prima risposta negativa o solo parzialmente favorevole, sarà possibile inviare una seconda richiesta di assistenza direttamente online. In pratica, si raddoppia il confronto con il Fisco senza dover passare dagli sportelli.

L’obiettivo dichiarato dell’Agenzia è trasformare CIVIS in un vero “canale unico” per la gestione delle comunicazioni di irregolarità e degli avvisi telematici derivanti dai controlli automatici delle dichiarazioni.

Se il Fisco dice no, ora puoi chiedere un riesame

La nuova funzione permette a contribuenti e intermediari di tornare sulla pratica già esaminata quando:

  • non si ritiene corretto l’esito della prima lavorazione;
  • si vogliono fornire ulteriori chiarimenti o informazioni non trasmesse inizialmente.

In sostanza, chi riceve un rigetto non dovrà più fermarsi alla prima risposta dell’Agenzia delle Entrate, ma potrà chiedere una nuova valutazione della propria posizione direttamente online.

Una novità che punta a ridurre accessi agli uffici e contenziosi, ma soprattutto a rendere meno “definitiva” la prima risposta automatizzata o istruttoria.

Come funziona la seconda richiesta CIVIS

La seconda istanza può essere inviata solo dopo la chiusura della prima pratica, indipendentemente dalla motivazione con cui è stata archiviata.

C’è anche un’altra apertura importante: la nuova richiesta può essere trasmessa da un soggetto diverso rispetto a chi aveva presentato la prima domanda. Ad esempio, il contribuente può subentrare al professionista oppure affidare la pratica a un nuovo intermediario.

La richiesta viene automaticamente assegnata allo stesso ufficio che ha gestito la prima lavorazione, così da garantire continuità nell’esame della posizione.

Tutta la gestione resta consultabile nel “Profilo utente”, dove è possibile monitorare:

  • stato della pratica;
  • ufficio incaricato;
  • esiti delle richieste;
  • pratiche precedenti presentate anche tramite intermediario delegato.

CIVIS, attenzione agli allegati: ci sono limiti precisi

Per sostenere le proprie ragioni, il contribuente può inserire spiegazioni direttamente nel testo della richiesta.

L’Agenzia precisa però che non è necessario allegare documenti già presenti nei propri archivi, come:

  • modelli F24;
  • dichiarazioni già trasmesse;
  • documenti fiscali già acquisiti.

Resta comunque possibile caricare documentazione aggiuntiva in formato elettronico, con alcuni limiti tecnici:

  • massimo 10 file;
  • dimensione massima di 20 MB per ciascun allegato.

Con il restyling del servizio, l’Agenzia delle Entrate ha aggiornato anche le “causali di chiusura” delle pratiche.

L’obiettivo è rendere gli esiti più chiari e comprensibili, evitando formule troppo sintetiche o poco trasparenti che spesso lasciavano dubbi ai contribuenti.

Cos’è CIVIS e quando si può usare

CIVIS è il canale telematico dell’Agenzia delle Entrate che permette di chiedere assistenza senza recarsi agli sportelli fisici.

Il servizio può essere utilizzato quando si riceve:

  • una comunicazione di irregolarità;
  • un avviso telematico;
  • una cartella di pagamento derivante da:
    • controllo automatizzato;
    • liquidazione delle imposte sui redditi soggetti a tassazione separata.

Il sistema funziona anche se la comunicazione è arrivata:

  • tramite avviso telematico;
  • via PEC;
  • con raccomandata o lettera cartacea.

Il percorso da seguire sul sito ADE per un dialogo col Fisco

Per utilizzare CIVIS bisogna entrare nell’area dedicata del sito dell’Agenzia delle Entrate e seguire il percorso:

“Comunicazioni/avvisi telematici di irregolarità, cartelle di pagamento e comunicazioni relative all’imposta di bollo su fatture elettroniche”

e poi selezionare:

“Comunicazioni/avvisi telematici di irregolarità e cartelle di pagamento”.

La procedura è guidata e accompagna il contribuente passo dopo passo nella compilazione della richiesta.

La nuova possibilità di inviare una seconda istanza rappresenta una piccola rivoluzione nel rapporto digitale con il Fisco.

Finora, una risposta negativa su CIVIS spesso costringeva il contribuente a cercare altre strade: appuntamenti in ufficio, PEC, reclami o addirittura contenzioso.

Con questa novità, invece, il confronto resta interamente online e si apre uno spazio aggiuntivo per correggere errori, integrare documenti o chiarire aspetti che nella prima fase non erano stati valutati correttamente.

Un cambio di approccio che punta a trasformare CIVIS da semplice canale tecnico a vero strumento di interlocuzione tra contribuente e Agenzia delle Entrate.

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