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Riscossione dei tributi locali: cos’è AMCO e cosa cambia per i Comuni

15 Ottobre 2026 in Notizie Fiscali

Il Decreto PA introduce un nuovo modello per il recupero delle entrate comunali: affidamento ad AMCO obbligatorio per gli enti con un tasso di smaltimento dei residui inferiore al 35%. 

Vediamo come funziona, quali sono le novità e cosa devono fare gli uffici tributi.

Riscossione enti locali e AMCO

La riscossione coattiva delle entrate degli enti locali cambia con l'ingresso di AMCO S.p.A., società specializzata nella gestione dei crediti e controllata dal Ministero dell'Economia e delle Finanze.

La novità è prevista dall'articolo 25 del decreto-legge 7 agosto 2026, n. 144, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 ottobre 2026, n. 174, che riscrive le disposizioni dell'articolo 2 del decreto-legge n. 193/2016.

Il nuovo sistema consente a Comuni e altri enti locali di affidare ad AMCO la riscossione coattiva delle proprie entrate tributarie ed extratributarie. 

In alcuni casi, però, l'affidamento non sarà una scelta: diventerà obbligatorio per gli enti con una capacità di recupero dei crediti inferiore ai parametri stabiliti dalla legge.

Vediamo che cos'è AMCO, come nasce il suo nuovo ruolo e quali conseguenze comporta per gli enti locali.

Che cos’è AMCO e di cosa si occupa

AMCO, acronimo di Asset Management Company, è una società specializzata nella gestione e nel recupero dei crediti, in particolare quelli deteriorati di origine bancaria.

La società deriva dalla precedente SGA (Società per la Gestione di Attività), operativa nell'ambito degli interventi per il risanamento del Banco di Napoli. Nel 2016 il controllo è passato al Ministero dell'Economia e delle Finanze, mentre nel 2019 la società ha assunto la denominazione AMCO.

La sua attività tradizionale riguarda la gestione di crediti di difficile recupero, attraverso strategie finalizzate a migliorare gli incassi e favorire il riequilibrio delle posizioni debitorie.

Con le nuove disposizioni del 2026, AMCO assume anche un ruolo nella riscossione coattiva degli enti locali, mettendo a disposizione un modello di gestione e coordinamento delle attività di recupero.

Da quale norma nasce il nuovo ruolo di AMCO nella riscossione locale

Il coinvolgimento di AMCO nella riscossione degli enti locali è stato inizialmente previsto dall'articolo 1, comma 662, della legge di Bilancio 2026, che ha introdotto la possibilità di affidare alla società il recupero coattivo delle entrate tributarie e patrimoniali.

La disciplina è stata successivamente riscritta dall'articolo 25 del decreto-legge n. 144/2026, convertito dalla legge n. 174/2026.

La nuova normativa interviene sull'articolo 2 del decreto-legge n. 193/2016 e introduce un sistema che distingue tra:

  1. affidamento facoltativo, per gli enti locali che scelgono di utilizzare AMCO;
  2. affidamento obbligatorio, per gli enti che presentano determinate criticità nella riscossione;
  3. gestione dei crediti già affidati ad Agenzia delle entrate-Riscossione, quando risultano discaricati secondo la disciplina vigente.

Un principio fondamentale è che i crediti restano di proprietà dell'ente locale: AMCO ne gestisce la riscossione, senza acquisirne la titolarità.

Quando diventa obbligatorio affidare la riscossione ad AMCO

La principale novità riguarda gli enti locali che registrano risultati insufficienti nel recupero delle entrate.

Il nuovo comma 2-ter dell'articolo 2 del DL n. 193/2016 stabilisce che l'affidamento ad AMCO è obbligatorio quando il tasso di smaltimento dei residui attivi è inferiore al 35%.

Il parametro viene calcolato considerando i risultati degli ultimi tre esercizi relativi alle entrate tributarie e alle entrate extratributarie individuate dalla norma.

Per il calcolo si utilizzano i dati dei rendiconti acquisiti alla Banca dati delle amministrazioni pubbliche (BDAP), applicando correttivi che tengono conto dell'anzianità dei residui.

L'obbligo interessa anche gli enti per i quali, nell'ultimo quadriennio, non risultano acquisiti in BDAP i rendiconti di almeno tre esercizi consecutivi.

Sono previste specifiche esclusioni, tra cui quella per gli enti con residui rilevanti inferiori al 15% degli accertamenti considerati, secondo le condizioni stabilite dalla norma.

L'obbligo non scatta automaticamente sulla sola base del dato contabile: gli enti interessati devono essere individuati annualmente con apposito decreto del MEF.

Come funziona l’affidamento e quanto dura

Gli enti locali affidano il servizio ad AMCO mediante una delibera e la successiva sottoscrizione di una convenzione.

La durata ordinaria dell'affidamento è di cinque anni, rinnovabili automaticamente una sola volta per altri cinque, salvo diversa decisione dell'ente nei termini previsti.

Per gli enti soggetti all'obbligo, la deliberazione deve essere adottata entro trenta giorni dalla pubblicazione del decreto ministeriale di individuazione, fatte salve le regole per i contratti già in essere.

AMCO non svolgerà necessariamente tutte le operazioni di recupero direttamente. La società si avvarrà di operatori iscritti all'albo previsto dall'articolo 53 del decreto legislativo n. 446/1997, selezionati mediante procedure competitive.

AMCO avrà compiti di coordinamento, monitoraggio e rendicontazione, mentre gli operatori incaricati svolgeranno le attività di riscossione coattiva.

I debitori conserveranno le tutele e le possibilità di opposizione riconosciute dalla normativa vigente.

Quanto costa il servizio di riscossione AMCO

Uno degli aspetti ancora da definire riguarda i costi.

La normativa stabilisce che la remunerazione di AMCO è a carico dell'ente locale, ma demanda a un decreto attuativo del Ministero dell'Economia e delle Finanze la determinazione delle condizioni economiche.

Restano invece a carico del debitore, nei limiti della disciplina vigente, le spese di notifica, le spese legali connesse al recupero, quelle delle procedure cautelari ed esecutive e gli interessi di mora.

Il decreto attuativo dovrà definire anche gli aspetti organizzativi e operativi del nuovo sistema, compreso il contenuto delle convenzioni.

Cosa cambia concretamente per gli uffici tributi dei Comuni

La nuova disciplina richiede ai responsabili finanziari e agli uffici tributi una verifica della capacità di riscossione dell'ente.

In particolare, i Comuni dovranno:

  • analizzare i residui attivi degli ultimi tre esercizi e verificare il tasso di smaltimento secondo la formula prevista dalla legge.
  • controllare i rendiconti trasmessi alla BDAP, per individuare eventuali omissioni.
  • verificare i contratti di riscossione in essere, con particolare attenzione alle scadenze.
  • valutare l'eventuale affidamento ad AMCO, considerando i nuovi obblighi e le condizioni che saranno definite dai decreti ministeriali.

Per gli enti con risultati inferiori alla soglia del 35%, la riforma rappresenta un cambiamento significativo: la scelta del soggetto incaricato della riscossione coattiva potrà non essere più discrezionale.

L'obiettivo del legislatore è migliorare la capacità di recupero delle entrate locali, riducendo l'accumulo di crediti non riscossi e rafforzando la gestione delle risorse pubbliche.

FAQ AMCO e riscossione degli enti locali

Che cos'è AMCO?

AMCO è una società specializzata nella gestione e nel recupero dei crediti, controllata dal MEF, alla quale la normativa del 2026 attribuisce anche funzioni di coordinamento della riscossione coattiva locale.

Tutti i Comuni devono affidare la riscossione ad AMCO?

No. L'affidamento è facoltativo per la generalità degli enti locali, ma diventa obbligatorio nei casi previsti dalla legge, tra cui un tasso di smaltimento dei residui inferiore al 35%, previa individuazione ministeriale.

AMCO sostituisce Agenzia delle entrate-Riscossione?

Non in modo generalizzato. AMCO rappresenta un ulteriore modello di gestione della riscossione coattiva locale e può occuparsi anche di carichi precedentemente affidati ad Agenzia delle entrate-Riscossione e successivamente discaricati.

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